Bando volontariato 2014

 

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Associazione Stefania, Volontari Protezione Civile A. Mussi G. Arosio onlus – Lissone, Istituto Comprensivo Gianni Rodari

Che cosa c’entrano i supereroi con la disabilità? I supereroi semmai sono iper-abili; sono certamente “diversamente abili” ma in un senso gratificante e positivo, la diversità che essi esibiscono è sempre legata a un elemento di gratificazione e di valorizzazione di sé. Sono eroi, in fin dei conti. Ma ne siamo così sicuri?

La difficoltà di Clark Kent a far innamorare di sé Lois quando non è nei panni di Superman; le crisi di Ben, “The Thing” che vorrebbe tanto tornare normale e abbandonare quel corpo orrendo di pietra (anche se, quando il Dr. Destino glielo offrirà, rinuncerò per salvare i suoi amici); la vita dell’Uomo Ragno ospite della nonna alla quale deve rendere conto di ogni sua mossa e tiranneggiato dal Direttore del Daily Bugle. Siamo dunque così sicuri che la iper-abilità sia una benedizione o non nasconda invece una straordinaria ricerca/nostalgia della normalità perduta?

Del resto questi personaggi non hanno scelto la loro diversità: che sia stata la distruzione di Kripton, la puntura di un ragno radioattivo, l’esposizione alle radiazioni, esperimenti scientifici finiti male o quant’altro, c’è sempre un incidente all’origine dei superpoteri. E’ su queste tracce che il progetto cercherà di indagare la diversità dei supereroi demitizzandola e mettendola a confronto con la cosiddetta normalità dei bambini e delle bambine. Iniziare a sognarsi come dotato di un superpotere può essere un inizio per interrogarsi su di sé, sul proprio corpo e sulle sue eventuali (anzi inevitabili) insufficienze; ma chiedersi quali difficoltà, quali imbarazzi, quali scogli relazionali potrebbero sorgere a partire da quel superpotere (se fossi invisibile forse i miei amici mi eviterebbero perché non potrebbero mai fidarsi della mia presenza/assenza; se avessi la superforza forse non saprei più accarezzare delicatamente il mio cagnolino ecc.) può portare a una pacificazione con se stessi e la propria corporeità. Infine, la disabilità: che è variazione corporea, risposta del corpo o dei geni a un evento esterno traumatico, difficoltà a convivere con uno schema corporeo “diverso” e soprattutto a farvi convivere gli altri e le altre.

Se il supereroe vorrebbe un corpo normale e il disabile si confronta con una normalità che lo rifiuta o semplicemente lo compatisce, non è forse il caso di partire da questi due personaggi apparentemente opposti per ridefinire e discutere la nostra idea di “normalità”?

 

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