Fondo Alessandra Parravicini

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E’ stato istituito un fondo denominato FONDO ALESSANDRA: presso l’Associazione Stefania di Lissone, in memoria di Alessandra Parravicini, una ragazza disabile di Lissone, deceduta lo scorso novembre a causa del virus H1N1.

Lo scopo del fondo è quello di promuovere, creare e sostenere iniziative e progetti volti ad aiutare e migliorare l’integrazione sociale di ragazzi portatori di disabilità, con la convinzione che “non esistono mondi diversi, ma semplicemente modi diversi per camminare nello stesso mondo: il viaggio è possibile percorrerlo a fianco, senza restare indietro!”.

Chi è Alessandra

Alessandra è una bimba disabile di Lissone, deceduta il 02 novembre 2009 all’età di 13 anni a causa del virus H1N1 di cui tanto si è parlato nel corso di questo inverno.
E’ nata a Palermo, appunto 13 anni fa, affetta da una rara sindrome genetica, chiamata sindrome dello pterigio multiplo o sindrome di Escobar, ed è stata abbandonata all’ospedale dai suoi genitori naturali che non l’hanno neppure riconosciuta. Alessandra è nata con una serie di malformazioni fisiche gravi che ne hanno compromesso la mobilità fin dall’inizio, costringendola in carrozzella già all’età di 4 anni. La sua patologia più grave, divenuta poi quella che l’ha condannata, è stata una malformazione alla spina dorsale che ha impedito ai polmoni di espandersi e ne ha provocato il conseguente collasso, indeboliti dall’attacco del virus H1N1.
Il medico che l’ha fatta nascere l’ha chiamata Alessandra, Alessandra Sole.

Alessandra è arrivata con noi all’età di soli 9 mesi, prima in affido, poi in adozione, le avevano dato solo due anni di vita……il resto ha deciso di prenderselo da sola, probabilmente aveva deciso di dare un significato alla propria esistenza.
E così è cominciata la nostra avventura, tra operazioni ed ospedali, tra giorni d’angoscia passati in rianimazione e la gioia di vederla crescere nonostante le sue difficoltà.
Dovessimo tracciare un filo conduttore a tutta la sua esistenza non esiteremmo a considerarla persona di un’umanità straordinaria. Non le abbiamo mai nascosto nulla, sia delle sue difficoltà fisiche che della sua adozione, eppure neppure una volta si è lamentata e neppure una volta ha smesso di sorridere, nemmeno nei suoi ultimi giorni, quando solo il respiratore artificiale la teneva in vita.
Non aveva problemi mentali, anzi, era estremamente intelligente e lucida, tanto da scrivere un tema, in prima media, che vi vogliamo allegare perché la rappresenta appieno, è l’essenza della vita, illumina, fa riflettere e prender coscienza di aspetti che noi ci siamo comunque dimenticati.
In poche parole, come spesso ci hanno detto coloro che l’hanno conosciuta, “dopo soli 5 minuti di colloquio con lei, ti dimenticavi della sua disabilità”, come se le barriere che spesso ci separano dai soggetti diversi da noi, venissero disintegrate dalla forza delle sue parole e dall’amore che esse emanavano.
E proprio sulla scia di questa considerazione, nella piena consapevolezza di impegnarci per una finalità che Alessandra ha sempre difeso con decisone, che è nato il “fondo Alessandra”, un fondo completamente finanziato, per ora, da liberalità di privati cittadini, avente lo scopo di creare iniziative tendenti ad abbattere le barriere che ci dividono dal mondo delle “diversità”, nella piena consapevolezza che non esistono “mondi” diversi, “strade” diverse, ma che seguiamo tutti un’unica via, lo facciamo semplicemente con mezzi e con forze diverse, ma le finalità sono le medesime. Ecco che, ciascuno di noi, si trova ad avere bisogno di ogni suo simile, anche se “diverso”, perché ciascuno di noi ha qualcosa di buono da dare e da ricevere.
Per ottenere questo è però necessario abbattere le barriere, spesso mentali, che ci separano l’uno dall’altro e che ci racchiudono nella nostra misera unicità, incapaci di comprendere sia i bisogni che le opportunità che gli altri ci danno.
Fondo Alessandra” quindi si propone di rivolgersi a tutti i settori della diversità, privilegiando quello della disabilità giovanile, sostenendo, organizzando e partecipando attivamente ad ogni iniziativa di aiuto all’integrazione non solo dei diversamente abili, ma anche e soprattutto dei normodotati, per far comprendere che, spesso, i veri limiti, sono da ricercare dentro sé stessi.
E, infine, perché proprio con Associazione Stefania: sono tanti i motivi; la consapevolezza che non è necessario creare nuovi enti per raggiungere i nostri sogni; la certezza di avere a che fare con un’associazione radicata da sempre sul territorio di Lissone, il “territorio” di Alessandra; il convincimento di avere a che fare con un’associazione seria, impegnata e conosciuta che ci garantisce della bontà dei progetti da essa perseguiti; la possibilità che ci viene data di impegnarci in prima persona. Ma forse e soprattutto, se ci permettete di porre il nostro cuore davanti ad ogni cosa, così come abbiamo sempre tentato di insegnare ad Alessandra, la profonda stima ed amicizia che riponiamo verso i responsabili dell’associazione e la possibilità di poter stare accanto a persone straordinarie per permettere ad Alessandra di continuare a vivere, per sempre, attraverso i loro occhi.

Massimo e Paola (genitori di Alessandra)

Adobe-Acrobat-XI-iconSe vuoi conoscere ancora meglio Alessandra leggi questo “Racconto”

 

Come aderire

Associazione Stefania – Lissone – causale: Fondo Alessandra

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